Ritratti di Marmo

RITRATTI DI MARMO_dal Museo Nazionale Romano – Terme di Diocleziano a Roma di DAVID BENEDETTI

Mostra fotografica di David Benedetti
a cura di Tiziana Rivoni e David Benedetti


Il patrimonio scultoreo romano è immenso, e in alcuni luoghi particolarmente concentrato e intenso. Quello che ci accoglie al Museo Nazionale Romano è una moltitudine, un popolo.
Immagini nel marmo, raffigurazioni di personaggi più o meno illustri, la cui storia forse ci è ignota, ma non di meno ne ignoriamo la presenza. Una presenza fisica e metafisica. C’è il carattere della persona ritratta e la fisiognomicità inconscia dello scultore, c’è il marmo e chi lo ha affrontato con capacità e strumenti sempre più appropriati, c’è il tempo che si aggiunge alla superficie e lavora magari sulla forma con mutilazioni più o meno opportune. E c’è poi la storia che si racconta nella loro fissità. Una fissità secolare, che conserva nella pietra il peso di un passato glorioso ma anche dei molti sguardi sostenuti.
Provarsi a ritrarre tali corpi di marmo, per un fotografo non è quindi meno impegnativo e coinvolgente che ritrarre altri corpi nostri contemporanei. E la scultura poi, è un’arte tridimensionale che impone un vero rapporto fisico: ci si gira intorno, ci si guarda, ci si tocca, e si guarda di nuovo, si aspetta pure il tempo che si muove intorno anche lui. È da questa attesa che sono nati i Ritratti di Marmo di David Benedetti. Traccia fotografica di questa esperienza di contemporaneità tra noi e loro, così come solo nell’arte succede. Tiziana Rivoni

EX-FABRICA

09.02.2019|EX-FABRICA di David Benedetti|presso la Irtus Gallery

Ex-Fabrica, è un estratto del lavoro fotografico di David Benedetti sulle fabbriche dismesse del distretto ceramico di Civita Castellana.
Iniziato anni fa e ancora in corso, il progetto fotografico ha come tema i luoghi della nostra storia, delle nostre illusioni di grandezza del trascorso boom economico. Dal giorno in cui non sono state più operanti, le ‘Fabriche‘ vivono solo nelle carte dei giudici fallimentari e dei loro custodi e forse sui tavoli di progettisti che ridisegnano il territorio dando a questi spazi nuove destinazioni. Ma prima che si decida la loro sorte definitiva continuano a vivere, dimenticate ma cariche di memoria, e lo fanno giorno per giorno, inondate dalla luce, bagnate dalla pioggia e soffiate dal vento, esponendosi alle intemperie che ne scoperchiano le coperture, e offrendo i loro spazi sterminati al silenzio, alle piante che coraggiose lì attecchiscono e, a stormi di piccioni che ne fanno dimora.
Strutture in cemento, in mattoni, in blocchi di tufo, dalla trascorsa gioventù e dal vigore fisico venuto meno, una volta cessata la loro funzione produttiva, appaiono spazi abbandonati e dimenticati. Abbandonati come i ricordi, che sono ancora lì a farsi fotografare.  Spazi che si prestano alla contemplazione con le loro presenze di passate illusioni e di lavoro quotidiano.
Questa selezione di fotografie ci consente di avere un incontro fisico con questi spazi, di respirarne la dignità. Celebra la memoria e il lavoro di chi ci ha costruito la propria vita, ancora leggibile in alcuni ultimi gesti e in altri oggetti inesorabilmente abbandonati. Ci catapulta dentro e l’aria ferma vibra ancora per un’ultima, magari inutile, commozione.   Tiziana Rivoni